Elezioni politiche e regionali del 4 marzo 2018: trattamento economico e normativo dei dipendenti che svolgono funzioni presso i seggi elettorali

Domenica 4 marzo p.v. si svolgeranno le elezioni politiche per l’elezione della Camera e del Senato e le elezioni regionali per il Lazio e la Lombardia.

Per tutte le elezioni le operazioni di votazione si svolgono nella sola giornata di domenica, dalle ore 7 alle ore 23 (art.1, comma 399, della legge n.147/2013 – Legge stabilità 2014).

Le operazioni elettorali in questione hanno la seguente cadenza temporale:
– le attività di costituzione dei seggi, di preparazione o di autenticazione delle schede, nella giornata di sabato 3 marzo pomeriggio;
– le operazioni di voto, dalle ore 7.00 alle ore 23.00 di domenica 4 marzo;
– le operazioni di scrutinio, prima per l’elezione del Senato e poi per l’elezione della Camera dei deputati, devono avere inizio non appena completate le operazioni di accertamento del numero dei votanti e delle schede autenticate, devono svolgersi senza alcuna interruzione e devono essere ultimate entro le ore 14 del lunedì 5 marzo;
– lo scrutinio delle schede votate per le elezioni regionali del Lazio e della Lombardia si effettua dalle ore 14 di lunedì 5 marzo, dopo che siano state ultimate le operazioni di spoglio relative al Senato e alla Camera dei deputati.

Trattamento economico e normativo

La regolamentazione del trattamento dei lavoratori investiti di funzioni presso i seggi elettorali è contenuta nell’art. 119 DPR 30 marzo 1957, n.361 (come sostituito dalla legge 21 marzo 1990 n.53) e nell’art. 1 della legge 29 gennaio 1992, n. 69.

Le funzioni in questione sono quelle di presidente e vicepresidente di seggio, di segretario, di scrutatore, di rappresentante di lista.

In sintesi, la disciplina in materia è la seguente.

Ai lavoratori chiamati ad adempiere funzioni presso i seggi elettorali, compete il diritto di assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni.

E’ fatto obbligo al Presidente del seggio di specificare su apposita dichiarazione le giornate di presenza al seggio e l’orario esatto di chiusura del seggio. La dichiarazione a favore del Presidente è sottoscritta dal vice Presidente.

In tale periodo occorre distinguere le giornate lavorative da quelle festive e non lavorative alla luce dell’orario di lavoro dell’impresa.

Per le giornate lavorative (lunedì ed eventualmente il sabato se l’azienda non adotta la settimana corta), il dipendente ha diritto al trattamento economico che gli sarebbe spettato in caso di effettiva prestazione lavorativa.

Per le giornate festive o non lavorative (sabato, in caso di adozione della settimana corta, e domenica) il dipendente ha diritto a specifiche quote retributive in aggiunta. Il trattamento economico va commisurato a giornate intere e non a parametri orari, indipendentemente dalla effettiva durata delle funzioni presso gli uffici elettorali.

Per le giornate festive o non lavorative di cui trattasi, la legge prevede l’alternativa di un riposo compensativo in luogo delle “specifiche quote retributive” appena illustrate.

Cassa integrazione e “permessi” elettorali

Le su citate previsioni relative ai trattamenti economici dovuti al lavoratore, così come lo stesso diritto ad assentarsi, presuppongono che il rapporto di lavoro sia in essere e le obbligazioni contrattuali siano dovute e non risultino sospese. Queste condizioni, invece, non si realizzano quando al lavoratore sia già stata comunicata, secondo le prassi e con le modalità aziendalmente in uso, la sospensione dal rapporto di lavoro per effetto dell’intervento della cassa integrazione guadagni.

Si ritiene pertanto che, qualora la sospensione sia già stata programmata e preventivamente comunicata ai lavoratori, il datore di lavoro non debba corrispondere alcun compenso né per le giornate non lavorative e festive né per quelle che sarebbero state lavorative.

Infine, si ricorda che, per il periodo relativo alle operazioni elettorali, il lavoratore avrà diritto a percepire i trattamenti di cassa integrazione guadagni poiché l’attività prestata presso i seggi elettorali non viene dall’INPS equiparata al lavoro.