Fallita la Leucci Costruzioni

Il tribunale di Roma con sentenza 814/2019 dell’ 8 novembre scorso ha decretato il fallimento della Leucci Costruzioni SpA, nota società brindisina che risiedeva legalmente a Roma, ma con unica unità produttiva a Brindisi e che è arrivata ad occupare fino a più di 180 dipendenti.
Nelle scorse settimane la Uilm di Brindisi ha preferito rimanere in silenzio sulla vicenda che riguarda la società amministrata dall’ex Presidente di Confindustria Giuseppe Marinò, ma spesso si è letto che alcuni soggetti di diverse estrazioni proferivano affermazioni a mezzo comunicati stampa addirittura reclamando nullità legislative o illudendo i dipendenti di falsi posti di lavoro, ma ad oggi la realtà è il triste epilogo di una morte annunciata molto tempo fa ed i dipendenti si ritrovano senza soldi e senza lavoro.
Per molti dipendenti della Leucci Costruzioni SpA il loro datore di lavoro era da idolatrare e veniva visto come un capitano d’ industria che ha cominciato dal basso per poi scalare le alte vette della società fino ad arrivare addirittura a divenire l’Amministratore Delegato e quando qualcuno si permetteva di criticare alcune scelte veniva tacciato di alta infedeltà e irriconoscenza verso chi gli dava il pane per mangiare, la “lesa maestà” non era concessa soprattutto da quei non pochi dipendenti che percepivano stipendi non meritati, con modalità che a volte rasentavano l’aggressione, anzi in alcuni casi sembra ci sia anche stata qualche colluttazione.
Quando qualcuno entrava a far parte della categoria dei dissidenti, era segnato e succedeva che addirittura veniva posto in cassa integrazione mentre la Leucci Costruzioni asssumeva personale, tanto personale a tempo determinato in sua sostituzione, e magari erano parenti dei già dipendenti che pur di vedere un proprio caro assicurato a pochi mesi di lavoro tacevano la sovrastazione della dignità altrui o, addirittura quando il responsabile dell’officina come un corazziere decretava il divieto di partecipare ad alcune assemblee sindacali la sommessità delle idee diveniva un fattor comune nel non pregiudicare la propria posizione o il probabile vantaggio del congiunto divenuto collega temporaneo, ma poi l’ apoteosi si è avuta nel tacito e sommesso comportamento di moltissimi che vedendosi negare, con un nullo accordo sindacale siglato in Confindustria parte del salario accessorio, per il bene della società e che quel piccolo sacrificio di 5 € al giorno oltre al premio di risultato per tutti i dipendenti sarebbe servito ad aiutare la Leucci Costruzioni a risollevarsi dalle difficoltà finanziarie, scoprendo poi che hanno perso soldi e speranze, ma nel frattempo la loro società, quella per cui lavoravano era tra i “main sponsor” del Brindisi Basket con vice presidente il loro collega divenuto Amministratore delegato della Leucci Costruzioni, oltre che Presidente di tutti gli industriali Brindisini.
Ad oggi non rimane che l’amara constatazione della realtà: il fallimento della Leucci Costruzioni che ha collezionato oltre 20 milioni di euro di debiti pur non avendo avuto crisi produttive negli ultimi abbi e che con un colpo alquanto maldestro sia stata è venduta per 3000 (tremila) euro ad una società americana che poi è sparita nel nulla.
Sicuramente sono stati complici di questa vicenda i silenzi, la codardaggine ed i falsi proclami di alcuni sindacati che detenevano sia lo scettro della rappresentanza sia quello della collocabilità dei disoccupati, ma i due vantaggi insieme, come noto, spesso confliggono e non fanno svolgere realmente il mandato affidato dalle maestranze.
L’unica a metterci la faccia in tutti gli incontri e sopratutto i soldi è stato uno dei clienti della Leucci Costruzioni SpA: Enel Produzione.
Chi scrive è stato addirittura portato in tribunale per le attività sindacali svolte negli scioperi contro l’Enel, ma in questo caso bisogna realmente constatare che, nonostante il Prefetto di Brindisi abbia convocato tutti i clienti della Leucci Costruzioni l’unica a onorare gli impegni sia stata solo la società di produzione di energia elettrica.
La stessa Enel, che avrebbe potuto sicuramente infischiarsene dei dipendenti ed aspettare le lungaggini giudiziarie dopo il fallimento e quindi i tempi dei decreti ingiuntivi degli ex dipendenti, ha invece fatto sapere che pagherà per intero la quota parte che gli compete, secondo i conteggi che la stessa Leucci Costruzioni ha presentato, sia a chi ha lavorato nel cantiere di Cerano sia a chi ha lavorato nell’ officina svolgendo manutenzioni propedeutiche a quelle del cantiere, ma anche agli impiegati che con il loro operato hanno reso possibile lo svolgimento delle commesse, inoltre le manutenzioni industriali di cui la Leucci si occupava verranno messe a gara e probabilmente qualche ex dipendente verrà chiamato, ma sicuramente non tutti., tenendo presente che Enel è responsabile del 21% delle ore lavorate e non retribuite ai dipendenti, mentre a non essere pervenuti sono Renco per il 0,70%, Avio Colleferro per il 1,11%; Leitner per 8 % e Tenova quasi l’11 % e Alstom Collettori per il 36 % e Regulus per il 22 %.
Esprimiamo quindi soddisfazione per l’operato di Enel a favore dei dipendenti, che sicuramente è frutto di trattative della Uilm e nessuno lo potrà smentire, stigmatizzando lo sciacallaggio mediatico di chi invece, pur di comparire sui giornali ha illuso i dipendenti, facendo scrivere numerose imprecisioni ed a volte delle vere e proprie bugie.
Infine la vicenda del fallimento della Leucci Costruzioni SpA, storica azienda Brindisina, una delle più antiche e con un gruppo di lavoratori da far invidia a moltissime multinazionali per la loro maestria, deve insegnare a tutti qualcosa, forse un po di sobrietà in più e maggiore oculatezza oltre alla sincerità avrebbero aiutato la provincia di Brindisi a non perdere un baluardo dell’industria.
Sicuramente moltissimi dimenticheranno questa vicenda, ma altrettanti uomini e donne nel solo ricordo di ciò che non hanno fatto, spenderanno forse da qualche lacrima, ma la società in cui viviamo ha bisogno di persone capaci e non di apparizioni mediatiche e questo vale sia per il mondo imprenditoriale che per quello sindacale, abbiamo perso tutti, soprattutto i lavoratori e chi con essi ne traeva un piccolo profitto grazie al loro stipendio.
Alfio Zaurito
Segr. Gen. Uilm Brindisi

 

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