Incentivo Occupazione Mezzogiorno per le assunzioni nel 2018 di disoccupati

Il decreto direttoriale ANPAL n. 2 2018 del 30 dicembre 2017, che si allega, prevede un beneficio denominato “Incentivo Occupazione Mezzogiorno” per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato professionalizzante effettuate nel 2018 di disoccupati con caratteristiche specifiche e con sede di lavoro in una Regione “meno sviluppata” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in una Regione “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna).

L’INPS dovrà emanare apposita circolare per fornire le relative istruzioni operative.

L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro che assumano i seguenti soggetti:
a) lavoratori di età compresa tra i 16 anni e 34 anni disoccupati ai sensi dell’articolo 19 del D. lgs. n. 150/2015;
b) lavoratori fino a 35 anni, disoccupati, ai sensi dell’articolo 19 del D. lgs. n. 150/2015, e privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del D.M. 20 marzo 2013.

Ai sensi dell’articolo 19 del d. lgs. n. 150/2015, sono considerati disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

Ai sensi del D.M. 20 marzo 2013, è privo di impiego regolarmente retribuito chi, nei sei mesi precedenti l’assunzione agevolata, non ha prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero chi ha svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo escluso da imposizione (4.800 euro per lavoro autonomo e 8.000 euro per collaborazione ).

I soggetti interessati di cui sopra non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il medesimo datore di lavoro (tale requisito non è richiesto in caso di trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, anche a scopo somministrazione).

Sono agevolate:
le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, anche in somministrazione;
o le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine, anche a scopo somministrazione ;
o le assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante.

L’incentivo è riconosciuto anche in caso di lavoro a tempo parziale.

Rientra nell’ambito di applicazione dell’incentivo anche il socio lavoratore di cooperativa, se assunto con contratto di lavoro subordinato.

Le assunzioni/trasformazioni devono essere effettuate dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, con sedi di lavoro ubicate in una Regione “meno sviluppata” o in una Regione “in transizione”, indipendentemente dalla residenza della persona da assumere e dalla sede legale del datore di lavoro. Nel caso di spostamento della sede di lavoro fuori da una delle Regioni di cui sopra.
Il beneficio non spetta per le assunzioni con contratto di lavoro domestico, occasionale e intermittente.

L’incentivo è riconoscibile nei limiti delle risorse specificamente stanziate, pari ad euro 200.000.000,00, incrementabili fino a 500.000.000,00.

L’incentivo è fruibile per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione del lavoratore e riguarda la contribuzione previdenziale a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di euro 8.060,00 su base annua per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile.

In caso di lavoro a tempo parziale il massimale è proporzionalmente ridotto.

Il decreto prevede espressamente che l’incentivo spetta ai datori di lavoro privati che, senza esservi tenuti, assumono le persone in questione.

Inoltre il decreto richiama espressamente la compatibilità con la normativa europea in materia di aiuti di stato, che comporta la fruizione dell’incentivo:
o nel limite previsto per gli aiuti “de minimis”;
o oltre il limite previsto per gli aiuti “de minimis”, per i lavoratori che abbiano un’età compresa tra i 16 ed i 24 anni, qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto;
o oltre il limite previsto per gli aiuti “de minimis”, per i lavoratori che abbiano un’età compresa tra i 25 ed i 34 anni, qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto e nel rispetto in capo al lavoratore, alternativamente, di una delle seguenti condizioni:
a. non avere un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del D.M. 20 marzo 2013 [chi, negli ultimi sei mesi, non ha prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero chi ha svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo escluso da imposizione (4.800 euro per lavoro autonomo e 8.000 euro per collaborazione )];
b. non essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di una qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale;
c) avere completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
d. essere occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato, ovvero essere occupati in settori economici in cui sia riscontrato il richiamato differenziale nella misura di almeno il 25 per cento, ai sensi del D.I. n. 335 del 10 novembre 2017.

Per i lavoratori con almeno 35 anni, la fruizione dell’incentivo oltre il limite previsto per gli aiuti “de minimis”, è condizionata a che l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto essendo comunque già previsto per l’accesso all’incentivo che gli stessi siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del D.M. 20 marzo 2013.

Si ritiene che tra le condizioni di spettanza rientrino anche:
a. la regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006, inerente: l’adempimento degli obblighi contributivi; l’osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro; il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
b. l’applicazione dei principi generali stabiliti dall’art. 31 del D.Lgs. n.150/2015.

L’incentivo, come previsto dall’articolo 8 del decreto direttoriale, è cumulabile con l’incentivo strutturale all’occupazione giovanile di cui all’art.1, comma 100, della legge n.205/2017, per la parte residua, fino al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di euro 8.060,00 su base annua, per lavoratore assunto, riparametrato su base mensile.

Ai sensi del successivo articolo 9 del decreto direttoriale, l’incentivo non è cumulabile con altri incentivi all’assunzione di natura economica o contributiva.

Il beneficio è autorizzato secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza preliminare. Per le assunzioni effettuate prima che sia reso disponibile il modulo telematico dell’istanza preliminare, l’INPS autorizza il beneficio secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione.