Falsi Rappresentanti dei Lavoratori alla Dar (ex GSE): la provincia di Brindisi medaglia nera a livello Nazionale per legalità.

Immaginate le elezioni in uno dei tanti comuni il 26 maggio prossimo,  immaginate che in un comune anziché votarsi il 26 si voti il 12 maggio senza che i partiti o le liste sappiano che si vota e poi, immaginate che quando un elettore lo viene a sapere, la sera prima, si reca alle urne ed il presidente del seggio lo fa votare senza sapere se quell’elettore è sugli elenchi in cui sono iscritti i cittadini ammessi all’esercizio del diritto di voto, poi continuate ad immaginare che il seggio in cui andrete a votare il 12 maggio non sia presenziato costantemente e dulcis in fundo, il presidente del seggio, scevro del sentimento della vergogna insieme ai suoi sodali emetta un verbale decretando da chi è composto il consiglio comunale di quella città.

Ovviamente i lettori staranno pensando che si tratti di mera fantasia che probabilmente rimembra la “paperopoli” dei tempi d ‘infanzia, ma quanto descritto invece accade in un mondo reale: il sindacato.

Il sindacato è una cosa seria, chi si accinge a fregiarsi della rappresentanza dei lavoratori dovrebbe fare un processo di introspezione e decidere se è un mestiere che gli si addice, in alternativa creerà dicerie, se va bene, o addirittura la disintegrazione della credibilità data da chi questo mestiere lo ha costruito con le lotte vere e non sui social.

Alla Dar srl, ex Gse si è consumata una delle pagine più buie della storia sindacale italiana che non va sicuramente ricordata e che se così fosse, creerebbe dei precedenti in tutta la Nazione, rischiando di affossare le più elementari regole democratiche.

Chi scrive è conscio che tra organizzazioni sindacali regna una sana concorrenza da sempre, ma quando questo si tramuta in stupidità si rischia di rappresentare la provincia di Brindisi tra le più arretrate d’Italia e questo non lo meritano ne le lavoratrici ed i lavoratori ne tutti i cittadini, chi li rappresenta deve essere dotato di uno stile e di una sana intelligenza, ma vediamo cosa è successo e perché il fatto rischia di diventare una cassa di risonanza mediatica Nazionale che infanga ancora una volta il Mezzogiorno e Brindisi.

La cronistoria:

Il 26 febbraio 2019, Damiano Flores, Segretario di Ugl Brindisi invia per conto di Fiom, Fim, Ugl, Fismi e Cobas Brindisi l’apertura della fase elettorale, quindi le segreterie inviano i nomi dei dipendenti della Dar che dovranno effettuare le operazioni elettorali dall’inizio alla fine e successivamente inviano le liste dei candidati.

In data 22/03/2019 la Commissione Elettorale si riunisce e accetta tutte le liste presentate dalle segreterie Fim, Fiom, Uilm, Ugl, Cobas e Fismic, fin qua tutto secondo le regole.

in data 23/03/2019 la Fismic di Brindisi presenta formale ricorso in cui asserisce che alcuni candidati della Uilm non sarebbero eleggibili in quanto in periodo di prova.

In data 26/03/2019 la commissione elettorale si riunisce per esaminare il ricorso presentato e senza richiedere alcun supporto documentale all’azienda, a maggioranza decreta la esclusione di due componenti candidati della lista Uilm Brindisi sostenendo erroneamente che sono in periodo di prova, pur consapevoli che ciò non corrisponde al vero.

In data 27/03/2019 la Uilm di Brindisi presenta formale ricorso alla Commissione, nella figura del Presidente, sig. Mattia D’ Angelo, chiedendo di annullare la precedente decisione in quanto non solo non veritiera, ma non supportata da alcun documento e/o atto formale.

In data 28/03/2019 si constata che nonostante un componente di Commissione Elettorale sollecita i colleghi designati ad un vaglio del ricorso Uilm, la Commissione non solo non si riunisce, ma espone in bacheca sindacale un fac-simile della lista dei candidati alle elezioni del 03/04/2019 escludendo i 2 candidati Uilm.

La Commissione Elettorale ad esclusione di un componente in data 29/03/2019 invia richiesta alla Direzione Dar di elenco dei dipendenti non in prova.

La Uilm di Brindisi chiede la immediata convocazione del Comitato dei Garanti provinciale, organo che deve decidere sui ricorsi presentati in difetto della Commissione Elettorale

La società DAR, giustamente dopo aver ascoltato i propri legali e Confindustria Brindisi, con nota del 02/04/2019 risponde alla commissione che attenderà l’esito del ricorso non ancora discusso dal Comitato dei Garanti provinciale e che a tal esito avrebbe autorizzato e consegnato il materiale per lo svolgimento delle stesse elezioni.

In data 03/04/2019 la Commissione Elettorale senza alcuna autorizzazione aziendale, senza che vi sia mai stata una convocazione della commissione stessa per la preparazione delle schede e delle urne, in assenza del componente  di Commissione che rappresentava la Uilm e sprovvista dell’elenco ufficiale dei dipendenti, che ovviamente serve a verificare se un dipendente ha diritto o meno al voto, imbastisce delle elezioni, si assiste al fatto che i candidati vanno a prelevare dei dipendenti da proprio posto di lavoro per accompagnarli alle urne e addirittura successivamente la Commissione emette un verdetto con apposito verbale con dei numeri che non corrispondono ai reali dipendenti della Dar e quel verbale adesso almeno la Fim e la Fiom dovranno inviare alle Segreterie Nazionali, curiosi di come giustificare il percorso elettorale ed il verdetto.

Quanto sopra scritto sono i fatti reali con i documenti che ne attestano la veridicità e purtroppo descrivono quella parvenza di legalità che ricorda l’Italia delle camice nere e della repressione della libertà, mascherandola da democrazia di regime, il clima di tensione respirato in fabbrica ieri mattina e l’insolito metodo di “accompagnare” tante maestranze direttamente alle urne hanno contribuito a vivere la più brutta pagina sindacale del nostro territorio, con il risultato che il 50% delle maestranze non si è fatto intimidire e NON ha voluto partecipare a questa forma di democrazia mascherata.

Il 3 Aprile in Dar è mancata la democrazia con un atto in cui la Fim, la Fiom, il Cobas, la Ugl ed il Fismic hanno supportato un deridente mascheramento della verità che farà balzare Brindisi nel ridicolo a livello Nazionale, quando invece si dovrebbe lavorare per entusiasmarne le intelligenze… dopo averle trovate.

Siccome i social hanno fatto nascere i cosidetti leoni da Tastiera, che prodigano la lealtà, la democrazia, e l’antifascismo se adesso proviamo ad immaginare che in tutti i luoghi di lavoro, da oggi in avanti, succeda questo, le maestranze tutte come faranno a sentirsi rappresentate?

Adesso servirà semplicemente stabilire una data con nuove elezioni e con i legittimi candidati che vorranno concorrere e fare una elezione “normale”, sarà il popolo a decidere chi sarà il proprio rappresentante, non certo la paura.  Ai posteri l’ardua sentenza.